Meglio non essere mai nati - il libro!

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Meglio non essere mai nati - il libro!

Messaggio Da Necromante il Lun Mar 23, 2009 2:46 pm

Better Never to Have Been: The Harm of Coming into Existence è un testo scritto da tale David Benatar, professore di filosofia a Cape Town. A quanto leggo in giro, si tratta di una critica alla procreazione su basi utilitarianistiche. Ovvero, in una ipotetica bilancia di dolore e piacere, colui che nasce sperimenta piacere (buono) e sofferenza (cattiva), mentre una non-nascita implica l'assenza di piacere (neutra) e l'assenza di dolore (buona). L'argomento del pessimismo utilitarianistico è tanto logico quanto debole, se preso così per com'è, e del tutto incapace di riflettere l'essenza tragica della vita, ma mi rincuora molto che qualcuno scriva ancora qualcosa del genere, nonostante tutto. è un brav'uomo, questo Benatar.

Peraltro mi fa piacere notare come la sua formulazione sia molto simile alla mia idea dell'asimmetria fondamentale tra gioia e dolore, che ho espresso parecchie volte in giro. La mia personale visione si concentra sullo scandalo che il dolore rappresenta a fronte dell'irrilevanza della vita umana: il concetto di dolore per il dolore, i.e. dolore senza scopo, è il manifesto più cristallino della tortura. Mi trovo ancora una volta a notare come è estremamente raro che le persone intelligenti discordino su questioni di rilevanza esistenziale. Insomma, è un semplice fatto statico: la schiacciante maggioranza degli esseri umani pensanti sono pessimisti. A fronte di questa faccenda, trovo piuttosto divertenti le recensioni sbalordite che questo libricino ha ricevuto. Gente sorpresa, proprio. C'è ovviamente chi si chiede perchè il prof non si sia sparato, tipico argomento di chi non è abbastanza furbo da discernere la differenza elementare tra la morte (o l'assenza, la non-nascita) e il morire. Una tizia arriva a chiedersi "che razza di vita conduce uno che disprezza l'esistenza" (http://faculty.smu.edu/jkazez/articles/Benatar.htm) Insomma, non so il prof, ma io per me conduco una vita lieta. E mi riesce difficile pensare che il vero pessimista stia male. Trovo anche bieco l'argomento del "se Leopardi non avesse avuto la gobba". La certezza che la vita è una cosa orribile conduce al relativismo, e il relativismo guarisce da molte malattie - l'entusiasmo cieco e la paura eccessiva, soprattutto. Chissà perchè la gente continua a eguagliare disperazione e tristezza: non sono affatto la stessa cosa.

Sicuramente è colpa degli emo.

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Re: Meglio non essere mai nati - il libro!

Messaggio Da Frank il Lun Mar 23, 2009 3:16 pm

i commenti all'opera sono banali quanto indicativi e si perpetuano da secoli. il pessimista è sempre stato colui che probabilmente non ha successo con le donne, che ha il micropene, che non ha l'acqua calda, che non ha la mamma o il papà, che è stato seviziato quando era bambino e altre amenità...

che l'entusiasmo cieco e la paura eccessiva siano due gravi patologie della società moderna (lo sono da sempre, ma nell'antichità il numero maggiore di saggi disillusi ne attutiva l'impatto) è inammissibile per l'uomo bianco, inconsciamente inamissibile. è sufficiente domandargli il perchè egli conduca la sua vita in quel modo per intuire che quelle che lei definisce malattie sono per loro in realtà il motore a propulsione nucleare della loro esistenza.

quindi non mi stupisco, sinceramente.


inoltre loro spesso si difendono con questa enigmatica affermazione: "ma noi amiamo godere la vita, voi no"

si? come ho sempre detto per me è l'esatto contrario: gode davvero della vita solo colui che, appunto, ne ammette la crudeltà e il suo non avere senso alcuno.

vede, dottor semaforo, è la paura della morte per ulcera fulminante che impedisce all'uomo bianco di cospargere con della salsa indiana un'intera pizza... serve aggiungere altro?

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Re: Meglio non essere mai nati - il libro!

Messaggio Da rejino il Lun Mar 23, 2009 4:02 pm

immagino già i telegiornali che ne parlano quando uscirà in italia, e paolo del debbio che intervista gli italiani per chiedere loro un parere.

a parte ciò il parere comune su certe forme di pensiero è ormai ridondante all'inverosimile, la gente ragiona in base ad assiomi prestabiliti dalla morale comune ed il meglio che ci si può aspettare è che qualcuno gridi alla burla.

uomo bianco muori.
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Re: Meglio non essere mai nati - il libro!

Messaggio Da Apolide metafisico il Lun Mar 23, 2009 5:30 pm

ed io me n’andrò zitto
Tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.


Allora, il libro è sicuramente uno schifo. Cioran allude alla questione in un'aforisma, ma in maniera tanto leggera ed elegante che non gli si può rinfacciare davvero nulla. Fatto sta che la liquida in poche righe, e tanto basta.

La morte, comunque, resta una soluzione economica, e la vita un orribile spreco. Un avanzo ontologico, una scoria. Ieri notte, sire, discutevamo di come la fine sia di serie. Schiattare non è mai stato un lusso. Però Celine sottolinea come siano pochi quelli che muoiono per tutta la vita (o quasi), e non solo gli ultimi istanti, in fretta e furia. C'è differenza tra una morte ben allestita ed una così, su due piedi, raffazzonata.
Questo per concedere una traccia utilitaristica alla questione. Per il resto, davvero, ogni respiro è un investimento a vuoto, al vuoto, e questo è tutto, miei cari amici pinguini.

Riguardo i commenti: sono le stesse critiche che facevano a Schopenhauer e a tanti altri, che pure hanno detto cose ben più intelligenti di questo David Benatar.
Ora, come rispondere a questa schiera di bipedes? Gli stessi che amano la vita, perchè sì, insomma, è una cosa fantastica, e poi si rifugiano dallo psicologo per riparare allo stress da esame?
Come arginare la marcia millenaria blabla? Ce ne fotte qualcosa, soprattutto?
Io credo (e qui mi rivolgo tanto ai paperi quanto ai micini) che questi scagnozzi di un dio minore meritino solo una sfilza di insulti più o meno svogliati. Bisogna denigrarli e basta (quando si può, quando non si rischia di essere menati). Per il resto, ci penserà la vita (proprio lei!) a metterli in riga, a costringerli nella rigidezza dell'estrema posa. Sottoterra ci sono colossali necropoli orizzontali, altro che grattiacieli.


Ultima modifica di Apolide metafisico il Lun Mar 23, 2009 11:47 pm, modificato 2 volte

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Re: Meglio non essere mai nati - il libro!

Messaggio Da Frank il Lun Mar 23, 2009 5:34 pm

Apolide metafisico ha scritto:e poi si rifugiano dallo psicologo per riparare allo stress da esame?

ho letto che molti hanno ovviato svenendo all'intrasatto, lei come si pone al cospetto di questa geniale soluzione?

immolare sè stessi per il voto e quindi per il futuro e quindi per la società, intendo

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Re: Meglio non essere mai nati - il libro!

Messaggio Da Apolide metafisico il Lun Mar 23, 2009 5:41 pm

Noto con piacere che la mia" nomea" si aggira già ben sotto lo zero!

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Re: Meglio non essere mai nati - il libro!

Messaggio Da Apolide metafisico il Lun Mar 23, 2009 5:42 pm

Hebes ha scritto:
Apolide metafisico ha scritto:e poi si rifugiano dallo psicologo per riparare allo stress da esame?

ho letto che molti hanno ovviato svenendo all'intrasatto, lei come si pone al cospetto di questa geniale soluzione?

immolare sè stessi per il voto e quindi per il futuro e quindi per la società, intendo
Sono svenuti, mica morti. Scimmiottare la morte non è una bella cosa, maestro. Rispetto, cazzo! Rispetto!

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Re: Meglio non essere mai nati - il libro!

Messaggio Da Frank il Lun Mar 23, 2009 5:45 pm

Apolide metafisico ha scritto:Noto con piacere che la mia" nomea" si aggira già ben sotto lo zero!

deve arrivare ad almeno sei piedi sotto terra, però

Apolide metafisico ha scritto:
Hebes ha scritto:
Apolide metafisico ha scritto:e poi si rifugiano dallo psicologo per riparare allo stress da esame?

ho letto che molti hanno ovviato svenendo all'intrasatto, lei come si pone al cospetto di questa geniale soluzione?

immolare sè stessi per il voto e quindi per il futuro e quindi per la società, intendo
Sono svenuti, mica morti. Scimmiottare la morte non è una bella cosa, maestro. Rispetto, cazzo! Rispetto!

lo sospettavo... il loro poserare chi posera i poser (quasi per deriderlo) è alquanto bislacco. e bislacco è un bellissimo aggettivo

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Re: Meglio non essere mai nati - il libro!

Messaggio Da Apolide metafisico il Lun Mar 23, 2009 5:53 pm

Sono d'accordo su tutto.
Solo una cosa: non è affatto bislacco, coglione. E bislacco non è nemmeno un bell'aggettivo.
Quelli sono solo stronzi.

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Re: Meglio non essere mai nati - il libro!

Messaggio Da rejino il Lun Mar 23, 2009 8:56 pm

Allora, il libro è sicuramente uno schifo. Cioran allude alla questione in un'aforisma, ma in maniera molto leggera e così elegante che non gli si può rinfacciare nulla. Fatto sta che la liquida in poche righe, e tanto basta.

dici solo cazzate. il signore in questione è solo arrivato in ritardo, un ritardato insomma.

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Re: Meglio non essere mai nati - il libro!

Messaggio Da Frank il Lun Mar 23, 2009 9:21 pm

è molto bello quell'uomo e sembra anche molto felice

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Re: Meglio non essere mai nati - il libro!

Messaggio Da Apolide metafisico il Lun Mar 23, 2009 10:21 pm

Vaffanculo a tutti, amici miei ^^

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Re: Meglio non essere mai nati - il libro!

Messaggio Da Necromante il Lun Mar 23, 2009 11:56 pm

Apolide metafisico ha scritto:ed io me n’andrò zitto
Tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.


Allora, il libro è sicuramente uno schifo. Cioran allude alla questione in un'aforisma, ma in maniera tanto leggera ed elegante che non gli si può rinfacciare davvero nulla. Fatto sta che la liquida in poche righe, e tanto basta.

La morte, comunque, resta una soluzione economica, e la vita un orribile spreco. Un avanzo ontologico, una scoria. Ieri notte, sire, discutevamo di come la fine sia di serie. Schiattare non è mai stato un lusso. Però Celine sottolinea come siano pochi quelli che muoiono per tutta la vita (o quasi), e non solo gli ultimi istanti, in fretta e furia. C'è differenza tra una morte ben allestita ed una così, su due piedi, raffazzonata.
Questo per concedere una traccia utilitaristica alla questione. Per il resto, davvero, ogni respiro è un investimento a vuoto, al vuoto, e questo è tutto, miei cari amici pinguini.

Riguardo i commenti: sono le stesse critiche che facevano a Schopenhauer e a tanti altri, che pure hanno detto cose ben più intelligenti di questo David Benatar.
Ora, come rispondere a questa schiera di bipedes? Gli stessi che amano la vita, perchè sì, insomma, è una cosa fantastica, e poi si rifugiano dallo psicologo per riparare allo stress da esame?
Come arginare la marcia millenaria blabla? Ce ne fotte qualcosa, soprattutto?
Io credo (e qui mi rivolgo tanto ai paperi quanto ai micini) che questi scagnozzi di un dio minore meritino solo una sfilza di insulti più o meno svogliati. Bisogna denigrarli e basta (quando si può, quando non si rischia di essere menati). Per il resto, ci penserà la vita (proprio lei!) a metterli in riga, a costringerli nella rigidezza dell'estrema posa. Sottoterra ci sono colossali necropoli orizzontali, altro che grattiacieli.

Una selezione del libro si trova qui: http://books.google.com/books?id=oXqs8QCwCpUC&printsec=frontcover&dq=the+harm+of+coming+into+existence&hl=it#PPP11,M1

In effetti non è granchè. O probabilmente è divulgazione. Pessimismo for dummies. Sono d'accordo sul fatto che ogni confutazione del "valore della vita" che non faccia perno sull'irrilevanza scade nel titanismo inverso, nella consacrazione cattolicheggiante dei dolori. Più che la valle di lacrime di biblica memoria, la vita è la valle senz'acqua eliotiana.

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Re: Meglio non essere mai nati - il libro!

Messaggio Da Apolide metafisico il Mar Mar 24, 2009 12:20 am

Necromante ha scritto:
Apolide metafisico ha scritto:ed io me n’andrò zitto
Tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.


Allora, il libro è sicuramente uno schifo. Cioran allude alla questione in un'aforisma, ma in maniera tanto leggera ed elegante che non gli si può rinfacciare davvero nulla. Fatto sta che la liquida in poche righe, e tanto basta.

La morte, comunque, resta una soluzione economica, e la vita un orribile spreco. Un avanzo ontologico, una scoria. Ieri notte, sire, discutevamo di come la fine sia di serie. Schiattare non è mai stato un lusso. Però Celine sottolinea come siano pochi quelli che muoiono per tutta la vita (o quasi), e non solo gli ultimi istanti, in fretta e furia. C'è differenza tra una morte ben allestita ed una così, su due piedi, raffazzonata.
Questo per concedere una traccia utilitaristica alla questione. Per il resto, davvero, ogni respiro è un investimento a vuoto, al vuoto, e questo è tutto, miei cari amici pinguini.

Riguardo i commenti: sono le stesse critiche che facevano a Schopenhauer e a tanti altri, che pure hanno detto cose ben più intelligenti di questo David Benatar.
Ora, come rispondere a questa schiera di bipedes? Gli stessi che amano la vita, perchè sì, insomma, è una cosa fantastica, e poi si rifugiano dallo psicologo per riparare allo stress da esame?
Come arginare la marcia millenaria blabla? Ce ne fotte qualcosa, soprattutto?
Io credo (e qui mi rivolgo tanto ai paperi quanto ai micini) che questi scagnozzi di un dio minore meritino solo una sfilza di insulti più o meno svogliati. Bisogna denigrarli e basta (quando si può, quando non si rischia di essere menati). Per il resto, ci penserà la vita (proprio lei!) a metterli in riga, a costringerli nella rigidezza dell'estrema posa. Sottoterra ci sono colossali necropoli orizzontali, altro che grattiacieli.

Una selezione del libro si trova qui: http://books.google.com/books?id=oXqs8QCwCpUC&printsec=frontcover&dq=the+harm+of+coming+into+existence&hl=it#PPP11,M1

In effetti non è granchè. O probabilmente è divulgazione. Pessimismo for dummies. Sono d'accordo sul fatto che ogni confutazione del "valore della vita" che non faccia perno sull'irrilevanza scade nel titanismo inverso, nella consacrazione cattolicheggiante dei dolori. Più che la valle di lacrime di biblica memoria, la vita è la valle senz'acqua eliotiana. Lo è. E noi la smascheriamo con occhi asciutti e anime in ferie.
Mah. Certe cose inquadrate in una struttura tanto schematica e miseramente filosofica mi riescono indigeste. Per carità, mille volte meglio questo semplice traguardo (perchè il ragionamento è elementare e, senza essere condito da un'adeguata struttura letteraria, anche banale) che le tortuose spire dello spirito Hegeliano.
E' proprio vero che conta solo lo stile, comunque.


Ultima modifica di Apolide metafisico il Mar Mar 24, 2009 1:06 am, modificato 1 volta

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Messaggio Da Frank il Mar Mar 24, 2009 12:31 am

dall'indice sembra un manuale di medicina

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Messaggio Da rejino il Mar Mar 24, 2009 1:07 am

siete molto eruditi.
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