L'allegra ma deprimente storia di John L'elicottero moderatamente Felice

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L'allegra ma deprimente storia di John L'elicottero moderatamente Felice

Messaggio Da Oya.D.M. il Sab Feb 21, 2009 5:20 pm

Dunque, ero indeciso fra il mettere questo qui o in fotografia, dato che la storia è fotografata, in quanto sarebbe impossibile trascriverla. al diavolo, non mi importa comunque.
http://i44.tinypic.com/f4jvw4.jpg
http://i41.tinypic.com/2dtyc5e.jpg
http://i44.tinypic.com/2mms0n5.jpg
http://i39.tinypic.com/21b6w3m.jpg
http://i44.tinypic.com/33jty6f.jpg
http://i41.tinypic.com/2n7r141.jpg

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Re: L'allegra ma deprimente storia di John L'elicottero moderatamente Felice

Messaggio Da Apolide metafisico il Sab Feb 21, 2009 5:29 pm

Quando gli amiconi trasfigurano in una spirale informe, ecco, in quell'esatto frangente...
Beh, che dire.
Non lo so, ragazzo mio, davvero non lo so. Ottimo lavoro!


Ultima modifica di Apolide metafisico il Sab Feb 21, 2009 11:21 pm, modificato 1 volta

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Re: L'allegra ma deprimente storia di John L'elicottero moderatamente Felice

Messaggio Da forchetta sporca il Sab Feb 21, 2009 5:36 pm

Magnifico davvero.
nella quarta foto ha cambiato penna vero?

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Re: L'allegra ma deprimente storia di John L'elicottero moderatamente Felice

Messaggio Da Oya.D.M. il Sab Feb 21, 2009 5:43 pm

forchetta sporca ha scritto:Magnifico davvero.
nella quarta foto ha cambiato penna vero?
giusto cielo, come diamine ha fatto?

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Re: L'allegra ma deprimente storia di John L'elicottero moderatamente Felice

Messaggio Da forchetta sporca il Sab Feb 21, 2009 5:45 pm

Oya.D.M. ha scritto:
giusto cielo, come diamine ha fatto?
dopo anni di allenamento sono arrivato a questi livelli asd

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Re: L'allegra ma deprimente storia di John L'elicottero moderatamente Felice

Messaggio Da Frank il Sab Feb 21, 2009 6:00 pm

Le sole cose che valgano la pena di essere dette sono quelle che dimentichiamo; le sole cose che valgano la pena di essere fatte sono quelle che sorprendono il mondo



... sorprendere il mondo, dunque. l'albatro milanese sembra averlo intuito, sin dal primo vagito. all'uomo che lo estrasse dalla vagina materna una mirabile visione: un'enorme foresta completamente ricoperta di placenta e liquidi uterini. vomitò ovunque, quell'uomo. persino sul volto della madre. non la madre del bambino, sua madre, quando tornò a casa. era davvero sconvolto, si. ma non disgustato. era sconvolto come quando si è sconvolti in seguito a una rivelazione. i tre pastorelli di fatima, dopo aver visto la madonna, vomitarono per molto tempo. addosso, s'intende. si rincorrevano felici per i prati, come quando si gioca a nascondino. quando francisco raggiungeva lucia e giacinta vomitava loro sul viso, sui vestiti, sulle scarpe. e felici, i tre pastorelli, si rotolavano nel loro stesso vomito. ricordo che una notte, sotto le stelle e sopra il loro vomito, lucia disse "sarebbe bello poter vomitare anche addosso a quella lì". bernadette non ebbe la stessa fortuna, no. proprio come alfred l'aquilone, bernadette era sola al mondo. proprio come alfred l'aquilone, bernadette era solo uno strumento nella mani del signore. l'analogia tra la povera bernadette, il suo monovomito e la solitudine dell'aquilone che diverrà uno dei simboli chiave della letteratura decadente è sconvolgente. perchè l'albatro milanese ha scelto proprio un aquilone, simbolo di libertà per l'uomo bianco, per l'estremo sacrifizio? no, accostare la libertà (o sarebbe opportuno definirla illusione?) e il sacrifizio non fu casuale, vi è dell'arguzia in questo fine stratagemma, vi è della sagacia nel disporre sullo stesso lato della scacchiera una pedina bianca e una nera. perchè? quale il mistero, quale la sentenza? ma se wilde sorridendo ci ricorda che vanno dette solo le cose che dimentichiamo allora io rincaro la dose: non solo dobbiamo dimenticare tutto quello che lo scrittore dai riccioli di ghiaccio ha voluto dirci ma dobbiamo proprio sbattercene il membro virile, oppurtanamente liberato dall'opprimente ed elastica custodia tessile proprio per essere sventolato al vento, nel nome dell'indifferenza, nel nome della resa. ed è per questo che il protagonista, l'efebico sam (non fu casuale nemmeno la scelta di affidare ad un omosessuale il ruolo di colui che infrangerà lo specchio magico... ah, quanta arguzia!), dinanzi alla sorpresa brucia le aspettative altrui, le disintegra. "ma oggi non è il mio compleanno", esclama. avrebbe potuto esclamare tutto, avrebbe potuto persino non esclamare nulla e limitarsi a sventolare il proprio membro... ma no, non l'efebico sam: egli della verità, dell'amara verità è un vessillo (nonchè del sesso anale), un vessillo che preferisce incenerirsi al sole piuttosto che annuire chinando l'asta.

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Re: L'allegra ma deprimente storia di John L'elicottero moderatamente Felice

Messaggio Da Oya.D.M. il Sab Feb 21, 2009 6:28 pm

Hebes ha scritto:
Le sole cose che valgano la pena di essere dette sono quelle che dimentichiamo; le sole cose che valgano la pena di essere fatte sono quelle che sorprendono il mondo



... sorprendere il mondo, dunque. l'albatro milanese sembra averlo intuito, sin dal primo vagito. all'uomo che lo estrasse dalla vagina materna una mirabile visione: un'enorme foresta completamente ricoperta di placenta e liquidi uterini. vomitò ovunque, quell'uomo. persino sul volto della madre. non la madre del bambino, sua madre, quando tornò a casa. era davvero sconvolto, si. ma non disgustato. era sconvolto come quando si è sconvolti in seguito a una rivelazione. i tre pastorelli di fatima, dopo aver visto la madonna, vomitarono per molto tempo. addosso, s'intende. si rincorrevano felici per i prati, come quando si gioca a nascondino. quando francisco raggiungeva lucia e giacinta vomitava loro sul viso, sui vestiti, sulle scarpe. e felici, i tre pastorelli, si rotolavano nel loro stesso vomito. ricordo che una notte, sotto le stelle e sopra il loro vomito, lucia disse "sarebbe bello poter vomitare anche addosso a quella lì". bernadette non ebbe la stessa fortuna, no. proprio come alfred l'aquilone, bernadette era sola al mondo. proprio come alfred l'aquilone, bernadette era solo uno strumento nella mani del signore. l'analogia tra la povera bernadette, il suo monovomito e la solitudine dell'aquilone che diverrà uno dei simboli chiave della letteratura decadente è sconvolgente. perchè l'albatro milanese ha scelto proprio un aquilone, simbolo di libertà per l'uomo bianco, per l'estremo sacrifizio? no, accostare la libertà (o sarebbe opportuno definirla illusione?) e il sacrifizio non fu casuale, vi è dell'arguzia in questo fine stratagemma, vi è della sagacia nel disporre sullo stesso lato della scacchiera una pedina bianca e una nera. perchè? quale il mistero, quale la sentenza? ma se wilde sorridendo ci ricorda che vanno dette solo le cose che dimentichiamo allora io rincaro la dose: non solo dobbiamo dimenticare tutto quello che lo scrittore dai riccioli di ghiaccio ha voluto dirci ma dobbiamo proprio sbattercene il membro virile, oppurtanamente liberato dall'opprimente ed elastica custodia tessile proprio per essere sventolato al vento, nel nome dell'indifferenza, nel nome della resa. ed è per questo che il protagonista, l'efebico sam (non fu casuale nemmeno la scelta di affidare ad un omosessuale il ruolo di colui che infrangerà lo specchio magico... ah, quanta arguzia!), dinanzi alla sorpresa brucia le aspettative altrui, le disintegra. "ma oggi non è il mio compleanno", esclama. avrebbe potuto esclamare tutto, avrebbe potuto persino non esclamare nulla e limitarsi a sventolare il proprio membro... ma no, non l'efebico sam: egli della verità, dell'amara verità è un vessillo (nonchè del sesso anale), un vessillo che preferisce incenerirsi al sole piuttosto che annuire chinando l'asta.
maestro, oh; maestro.
mi mancavano le sue pseudo recensioni. ad ogni modo, non fraintenda il comportamento dei miei personaggi come sempre ama fare. non è che sam non tiri fuori il membro perchè non vuole farlo, ma perchè non può. guardi il particolare delle sue mutande nell'ultima pagina

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Re: L'allegra ma deprimente storia di John L'elicottero moderatamente Felice

Messaggio Da Frank il Sab Feb 21, 2009 6:33 pm

quella è solo finzione letteraria, baby... come l'amore.

sia lei che io sappiamo perfettamente che sam ha un enorme membro che noi scaleremo fino a raggiungere l'isola di avalon.

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Re: L'allegra ma deprimente storia di John L'elicottero moderatamente Felice

Messaggio Da Frank il Dom Feb 22, 2009 1:56 pm

ma l'efebico sam è palesemente morto su quel tavolo. è un espediente geniale, io me ne sono accorto perchè ho visto che sorrideva.

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Re: L'allegra ma deprimente storia di John L'elicottero moderatamente Felice

Messaggio Da Oya.D.M. il Dom Feb 22, 2009 2:14 pm

Hebes ha scritto:ma l'efebico sam è palesemente morto su quel tavolo. è un espediente geniale, io me ne sono accorto perchè ho visto che sorrideva.
ma le guarda le frecce? sam non è sul tavolo, bensì sul letto, come si potrebbe notare dal lenzuolo, se ne avessi disegnato uno.
la scritta tavolo redirige al tavolo ospitante il pacco misterioso.
il che non toglie che sam potrebbe benissimo essere morto

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Re: L'allegra ma deprimente storia di John L'elicottero moderatamente Felice

Messaggio Da Frank il Dom Feb 22, 2009 2:17 pm

Oya.D.M. ha scritto:
Hebes ha scritto:ma l'efebico sam è palesemente morto su quel tavolo. è un espediente geniale, io me ne sono accorto perchè ho visto che sorrideva.
ma le guarda le frecce? sam non è sul tavolo, bensì sul letto, come si potrebbe notare dal lenzuolo, se ne avessi disegnato uno.
la scritta tavolo redirige al tavolo ospitante il pacco misterioso.
il che non toglie che sam potrebbe benissimo essere morto

a me sembra un tavolo che a sua volta sembra un letto... il suo racconto è psichedelico, oltre che omosessuale, ne prenda atto.

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Re: L'allegra ma deprimente storia di John L'elicottero moderatamente Felice

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