Appunti per una rinnovata serenità della catastrofe

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Appunti per una rinnovata serenità della catastrofe

Messaggio Da Necromante il Mar Feb 03, 2009 4:24 am

La condizione umana è minacciata da due grandi mali.
Il vitalismo e il giustificazionismo.

Taaa daaaan

In sostanza, il primo è la convinzione che vada tutto bene, e il secondo la convinzione che non potrebbe andare meglio. In sostanza, ma c'è dell'altro. Il vitalista è un ghiotto ottuso. Perché si ingozza di tutto quanto lo ucciderà, ma non vuole morire. Vuole decomporsi in eterno, l'imbecille. Il giustificazionista è semplicemente uno strabico. Perché ciancia dell'ineluttabilità del mondo, ma tutti i mondi possibili finiscono allo stesso modo. Il che li smaschera come amorali.
Io disprezzo chi ama la vita per come odia i vivi. Perché i vivi sono vittime. E così è orrendo andare da loro e dire "in questo giardino le urla sono fiori". E così è orrendo andare da loro a dire "guarda quanta gioia c'è nella mia crocifissione". Io li disprezzo quando parlano di meriti e colpe, perché è come schiacciare lombrichi con il tacco. Trovo insopportabile la madornale contraddizione che è vivere per riuscire a vivere, come felicitarsi con il resto del corpo quando la gamba rimane nella tagliola. E penso che siano intollerabili bifolchi, arrivati a dire "ecco, questo è mio", quando tutto ciò che siamo si trova per terra. Li disprezzo per i loro fallimenti e la bovina stupidità che li spinge a ritentare. Per l'animalità, questa catena di montaggio dell'esistere, queste cariche di anacronismi. Non tollero gli infelici quando sono felici, non tollero lo storpio danzante, non tollero il mentecatto estasiato, non tollero il pitocco sazio. Perché strisciano sotto le condanne, rifiutano il rango di testimoni e non giustiziano più il mondo. Perché sono odiosamente fuori luogo, perché chi non grida è complice. Disprezzo tutti per il rumore del loro muoversi a vuoto, perché spezzano i cristalli della catastrofe, perché precipitano la morte sospesa. E la morte è una bestia speculare. La morte ti uccide con la tua stessa medesima forza. Io disprezzo chi ama la vita perché estremizza la portata della propria uccisione, perché esplode con un estremo fracasso di rospi scoppiati. Disprezzo chi ama la vita soprattutto mentre muore: se la ama tanto, la vita, se la porti appresso.

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Re: Appunti per una rinnovata serenità della catastrofe

Messaggio Da Frank il Mar Feb 03, 2009 3:36 pm

Nasconderò con miele colante il vuoto che avanza

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Re: Appunti per una rinnovata serenità della catastrofe

Messaggio Da Apolide metafisico il Mer Feb 04, 2009 12:59 am

Il thread offre sputi di discussione (no, non è un errore di battitura) molto interessanti, al solito.

Si tratta di prendere a calci in culo i saccheggiatori dell'essere. Quelli che "la vita è bella", e poi non smettono un attimo di lagnarsi per il mal di schiena. Gli stessi che ai funerali, tra una toccata di palle e l'altra, rabbrividiscono; gli stessi che se fai una battuta sul cancro minacciano di impiccarti in nome del "rispetto".
Il rispetto, il tiranno dei nostri tempi, la tolleranza costretta a rigida sentinella etica. Il buon senso è il peggior despota, quello più irragionevole: senza un briciolo di buon senso, verrebbe da dire.
"Non si scherza sulla morte, non si può scherzare su tutto...ci vuole rispetto!"
Vuoi rispettare la morte? Allora ammazzati, idiota. E se non ti ammazzi, abbi la decenza di lasciare che qualcuno paralizzi il profilo dell'irreparabile, anche solo per il tempo d'una risata.
Poi parlano del progresso della storia. E' vero, oggi esistono perfino vegetariani pacifisti no-global anti-razzisti; tutto allo stesso tempo. Bellissimo. Ma è tutta gente che, a dispetto delle proprie posizioni, della propria ferma opposizione alla tragedia, crede nel "futuro" *. Stanno tutti dalla parte sbagliata della barricata, quella della Storia.
Perchè il dramma della storia non sono le epoche, è la sua incrollabile continuità.
(A questo punto fa irruzione in camera mio padre, che comincia a sbraitare per il 7 in condotta, per la convocazione, per l'impegno, per juve-cagliari 2-3. Così ho perso il filo del discorso, ed ho dovuto chiudere l'intervento prima di quando avrei voluto. Voi direte: che culo. Io rispondo: vero.")
Probabilmente è vero che non ci si può sottrarre alla Storia. Siamo nati sotto una cattiva stella, all'ombra degli eventi.
Però da qui a leggittimarla, addirittura ad appoggiarla ne passa! Esattamente la distanza fra l'inetto e il coglione.


(i pensatori -quelli fighi però, non tutti- come gli assaggiatori di corte. Solo senza corte, senza re.
I primi ad addentare l'assoluto, gli unici ad avvelenarsi.
Gli unici a gustare "gli inconvenienti della salute e i vantaggi della malattia"
Il resto dell'umanità si salverà pure, ma della salvezza d'un dio minore)


Ultima modifica di Apolide metafisico il Mer Feb 04, 2009 2:20 am, modificato 7 volte

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Re: Appunti per una rinnovata serenità della catastrofe

Messaggio Da Frank il Mer Feb 04, 2009 1:13 am

una volta dissi chiaramente che tutte le discussioni, fisiche e virtuali, con coloro che affermano dogmaticamente la vita sia un dono o sia bella andrebbero troncate all'istante, senza pietà.

in primis perchè chi nega l'evidenza non è mai un interlocutore valido, in secundis perchè, proprio come ha detto apolide, sono i primi a lamentarsi e a versare lacrime, i primi a irritarsi, i primi a inveire verso quel dio che hanno lodato un istante prima

insomma, maestri, du vitalisme au ridicule il n'y a qu'un pas...

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Re: Appunti per una rinnovata serenità della catastrofe

Messaggio Da rejino il Mer Feb 04, 2009 1:25 am

chi dice che la vita è bella è un idiota, e quindi non mente. per gli idioti è difficile pensare ad altre cose oltre che alla discoteca, agli alcolici, alle scopate, e quindi trovano la vita bella. ma chi indaga tra gli ingranaggi dell'esistenza, chi setaccia il cosmo come può non sporcarsi le mani di merda?
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Re: Appunti per una rinnovata serenità della catastrofe

Messaggio Da Frank il Mer Feb 04, 2009 1:37 am

Una constatazione che verifico, con mio grande rammarico, a ogni istante: sono felici solo coloro che non pensano mai, vale a dire coloro che pensano giusto il poco che basta per vivere.


è vero, sono un maniaco delle citazioni, sopratutto di alcuni autori, ma questa era inevitabile asd

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Re: Appunti per una rinnovata serenità della catastrofe

Messaggio Da Apolide metafisico il Mer Feb 04, 2009 2:20 am

un'integrazione del mio precedente messaggio, che però merita uno spazio a se, o comunque non merita di stare in mezzo al resto:
*(Proprio come un dio il futuro si sottrae continuamente all'essere, è un limite che ripiega, un confine in rotta, allo sbaraglio. Il domani è una sconfitta. E il futuro è il polverone che il tempo si lascia alle spalle nella sua fuga. Una foschia nitida, sempre uguale, un ignoto indubitabile. Il futuro ha il volto di tutti gli dei, il cielo è cosa sua. Il guaio è che nessuno corre senza l'illusione di una meta...ed è dietro a questa menzogna che corrono in tanti. Sono perfino più di due! Più che tanti sono troppi.)

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Re: Appunti per una rinnovata serenità della catastrofe

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