Parigi, 26 Giugno 1896

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Parigi, 26 Giugno 1896

Messaggio Da Frank il Lun Feb 02, 2009 9:47 pm






Parigi, 26 Giugno 1896



Claire,

E' buio, portarono via l'ultima candela. "Dormi, bestia!" - mi dissero -. Ho freddo. Ricorda? No, non può ricordare, sono passati vent'anni ormai. Io ricordo. Non ricordo perchè scrivo lettere, vero. Questa è la quarta, è simile alla terza, la terza era simile alla seconda, la seconda era simile alla prima. Le trovarono tutte, eppure le avevo nascoste, ne sono sicuro. No, non lo sono. Non ricordo, non ricordo nulla. Da quando sono qui, non ricordo. Penso. Penso, penso, penso, penso, penso... a volte mi annoio. Risero di me, prima di stracciarle e lanciarmi addosso i pezzetti di carta imbrattata d'inchiostro. Erano migliaia, sembravano coriandoli. Mi ricordarono quella festa a Montmartre, quando avevo otto anni. Ha visto? Ho ricordato. Il dottore dice che non uscirò mai perchè non posso ricordare, ma io a volte ricordo. Vorrei uscire, Claire. Vorrei poterla incontrare nuovamente, sempre lì, come venti anni or sono. Ricorda? No, non può ricordare. Non lo avrei ricordato nemmeno io, a dire il vero. A dire il vero non so neppure il perchè io stia scrivendo in italiano. Odio le domande che iniziano con "perchè" eppure non posso esimermi dal porle a me stesso. Suonavo il violino, lo avevo suonato anche quel giorno prima di entrare nel bistrò. Come? No, non lo suono più, Claire... come potrei? Non ricordo nulla, ha dimenticato? Si, ha dimenticato. E ha dimenticato anche me. Io avrei dimenticato lei, Claire, se l'infermiera non mi avesse consegnato questa stampa. Di nascosto, ovviamente. Qui nulla è consentito, tutto è proibito. Anche l'alcol. "E' stato l'alcol a ridurti così" - mi disse Marie. Marie è l'infermiera, una bella donna. Dice che abbiamo fatto l'amore, ma non ricordo. Ero seduto accanto a lei, Claire, quel giorno. Non ricorda, vero? E no, come potrebbe. Il bicchiere vuoto, lo sguardo perso, il vestito sporco... era bellissima, Claire. Mi innamorai di lei. Ma non ebbi il coraggio, non ho mai avuto il coraggio. Non dissi nulla allora, non dico nulla ora. Sto per uscire da qui, finalmente. Stringo solo questo ruvido cappio tra le mani. Me lo ha portato Marie. Piangeva mentre mi spiegava come usarlo, piangeva. “Sei sicuro?” – mi disse – “Si, Marie. Voglio uscire, Marie. Qui è buio e freddo, Marie. E poi…” – le feci cenno di avvicinarsi, non volevo che sentissero – “…e poi sanno dove nascondo le lettere.” Chissà se piangeva anche mentre facevamo l'amore. Non disse più nulla, mi diede il cappio e prese la lettera, questa lettera. Spero di ricordarmi come usarlo, il cappio. Non vedo l'ora di uscire da qui. Mi aspetti al bistrò, Claire. Prenderò la corriera e sarò da lei. Sarà la prima cosa che farò quando sarò fuori da qui, mon amour, lo giuro.


François

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Re: Parigi, 26 Giugno 1896

Messaggio Da rejino il Lun Feb 02, 2009 10:28 pm

me lo ricoradavo. bello!
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rejino
u tso’otsoob bool'ay


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Re: Parigi, 26 Giugno 1896

Messaggio Da Frank il Mar Feb 03, 2009 12:11 am

si, come dicono i giovani d'oggi è old, ma per me era importante postarlo in zoloft asd

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Re: Parigi, 26 Giugno 1896

Messaggio Da Apolide metafisico il Mar Feb 03, 2009 12:15 am

Bello oggi come un tempo. E' proprio vero che le cose cambiano!

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Re: Parigi, 26 Giugno 1896

Messaggio Da Frank il Mar Feb 03, 2009 1:24 am

si... terribile.

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Re: Parigi, 26 Giugno 1896

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