il Guggenheim di zoloft.

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il Guggenheim di zoloft.

Messaggio Da rejino il Ven Ott 24, 2008 11:51 pm

postate foto, disegni e quant'altro (anche roba vostra). no idiozie palesi tipo le immagini con scritto FAIL o similari.



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Re: il Guggenheim di zoloft.

Messaggio Da rejino il Lun Ott 27, 2008 4:06 pm

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Re: il Guggenheim di zoloft.

Messaggio Da shinimasu. il Lun Ott 27, 2008 7:28 pm

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Re: il Guggenheim di zoloft.

Messaggio Da Frank il Lun Nov 03, 2008 12:36 pm

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Re: il Guggenheim di zoloft.

Messaggio Da Frank il Lun Nov 03, 2008 7:20 pm

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Re: il Guggenheim di zoloft.

Messaggio Da Frank il Mer Nov 05, 2008 3:27 pm

bellissima

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Re: il Guggenheim di zoloft.

Messaggio Da rejino il Mer Nov 05, 2008 3:48 pm



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Re: il Guggenheim di zoloft.

Messaggio Da Frank il Mer Nov 05, 2008 4:04 pm

boh

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Re: il Guggenheim di zoloft.

Messaggio Da Yeppa il Ven Nov 07, 2008 1:22 am

puttana troia.
vi amo.

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Re: il Guggenheim di zoloft.

Messaggio Da Frank il Ven Nov 14, 2008 2:22 am

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Re: il Guggenheim di zoloft.

Messaggio Da Frank il Gio Nov 20, 2008 7:00 pm

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Re: il Guggenheim di zoloft.

Messaggio Da Apolide metafisico il Lun Nov 24, 2008 9:49 pm

fatti oggi, durante la terza ora di versione (io alla seconda avevo già finito, quindi mi sono messo a disegnare, al solito).

http://img388.imageshack.us/my.php?image=dscn0996wn1.jpg




Ne ho fatti molti altri, sensibilmente più belli. Nessuno è bello, però. Li ho ammassati tutti sotto il banco: alcuni li ho già persi, altri li perderò. tutti, comunque, sono destinati a scomparire nel giro di qualche mese. Anche quelli ritratti in queste foto. Non è un peccato, decisamente.
Sono il risultato d'una noia sistematica, quotidiana: valgono nulla, vero, ma un nulla viziato dal tedio. Conati vuotati di forma e resi alle righe sbiadite di un protocollo sgualcito, al retro dell'ennesima, inutile fotocopia.
Non che siano particolarmente belli, ma in foto rendono meno (in particolar eil primo, per via della matita). Va beh.

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Re: il Guggenheim di zoloft.

Messaggio Da Jokreg il Lun Nov 24, 2008 9:54 pm

Però, che arte. Sul serio, la si apprezza anche in ciò che sembra un noioso ammasso di noia, ma in realtà non lo è per niente.

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Re: il Guggenheim di zoloft.

Messaggio Da Apolide metafisico il Lun Nov 24, 2008 10:19 pm

sisifo redento. scrive:
sappia che il primo si chiama "fuga dal principio", ed il secondo "anonimo" (non perchè sia senza nome, ma eprchè si chiama proprio così)
sisifo redento. scrive:
i nomi li ho inventati proprio ora, ovviamente

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Re: il Guggenheim di zoloft.

Messaggio Da Frank il Lun Nov 24, 2008 11:27 pm

Apolide metafisico ha scritto:...





Non faccio niente, d'accordo. Ma vedo passare le ore – e questo è meglio che cercare di riempirle.



Il poserare. Quando la rivista newyorkese Il giovine d'oggi mi chiese di indagare su questo fenomeno che si stava rapidamente diffondendo tra gli adolescenti americani nessuno di noi sociologi immaginava che presto quella che sembrava solo una flebile scintilla si sarebbe tramutata in una tempesta di fuoco. Ero in una cabina telefonica quando comunicai al caporedattore la mia sensazionale scoperta: "Signor Whirpool, non crederà alle sue orecchie... il termine poser deriva dal verbo francese poseur e vuol dire posare". "Ma questo lo sanno anche i bambini, imbecille". Mi attaccò il telefono in faccia. A nulla era servito nascondermi otto ore dentro uno scaffale che conteneva libri di filosofia e carpire le conversazioni dei giovani d'oggi. Dovevo aggiornarmi, assolutamente. Fui fortunato, all'angolo della strada un giovine d'oggi distribuiva dei volantini:

GIOVANE ARTISTA POSER SI ESIBISCE IN CENTRAL PARK, OGGI ALLE ORE 16. ACCORRETE NUMEROSI MA NON TANTO NUMEROSI DA POTERLO DEFINIRE UN SUCCESSO.

Interessante. Quando giunsi nel celebre parco newyorkese notai immediatamente la folla. Mi avvicinai , essa formava un cerchio intorno a un giovine che si percuoteva insistentemente la faccia, più o meno così Sad

"Che sta facendo?" - chiesi. "Oh, si sta lamentando della vita. Bravissimo, vero?"

Dopo due ore il giovine era ancora lì imperterrito Sad

"Mi scusi ma... quando finisce?" "Oh, dipende... di solito viene la mamma a prenderlo verso le otto di sera"

Un vecchio, probabilmente aveva notato la mia perplessità, mi fece cenno di avvicinarmi. Si guardava intorno, era evidente che non voleva lo ascoltassero. "Andiamo dietro quell'albero..."

"E' fantastico, eh?" - indicò l'artista. "Geniale" - gli risposi.
"Eheh... ma non è nulla in confronto al grande Michele Manualetto."
"Lo conosce? Lo ha visto esibirsi? Dove posso trovarlo?."
"Ah, boh. Però ha dei lunghi capelli."

Mi guardò la testa, rise e se ne andò. Quando lo vidi allontanarsi notai che si stava allacciando la cintura e solo in quel momento intuii che il suo unico intento era quello di orinare al riparo dagli sguardi degli spettatori, ma voleva che qualcuno lo accompagnasse. La solitudine è davvero una brutta malattia.

Arrivai a Sanremo la settimana seguente. La mostra era in un cimitero e io avevo paura da andare da solo. Riuscii a convincere il vecchio dicendogli che mi doveva un favore. I disegni erano stati disposti sulle lapidi, uno per lapide. Ogni disegno aveva una nota dell'autore. Mi colpirono due in particolare, si chiamavano fuga dal principio e anonimo.

"Che nomi di merda" - disse il vecchio - "appena la guardia si distrae gli piscio sopra"
"Zitto, vecchio. ricordati che mi devi un favore"
"Eh no, i capelli no. Comprati un parrucchino" - scoppiò a ridere.

Era arguto, quel vecchio di merda. Durante il viaggio mi raccontò che era stato da piccolo un gran figlio di puttana. Cercai di consolarlo dicendogli che non doveva essere così severo con se stesso ma lui mi disse che la madre era stata davvero una bottana. Mi mostrò una foto di un negro nudo con un fallo enorme. "Era uno dei miei papà", si commosse.

Fuga dal principio e Anonimo avevano una nota dell'autore che trascissi sul mio taccuino:

Ne ho fatti molti altri, sensibilmente più belli. Nessuno è bello, però. Li ho ammassati tutti sotto il banco: alcuni li ho già persi, altri li perderò. tutti, comunque, sono destinati a scomparire nel giro di qualche mese. Anche quelli ritratti in queste foto. Non è un peccato, decisamente.
Sono il risultato d'una noia sistematica, quotidiana: valgono nulla, vero, ma un nulla viziato dal tedio. Conati vuotati di forma e resi alle righe sbiadite di un protocollo sgualcito, al retro dell'ennesima, inutile fotocopia.
Non che siano particolarmente belli, ma in foto rendono meno (in particolar eil primo, per via della matita). Va beh



Bah, questi disegni erano bellissimi. Cioè, erano pessimi ma bellissimi. Perchè denigrarli in quel modo? Cosa voleva dimostrare quel capellone con quelle parole? Fu allora che mi sovvenne l'artista di Central Park Sad
Ecco quel che erano i poser, mi dissi. lo avevo finalmente capito... erano dei maledetti genii che avevano carpito il senso della vita: niente è per sempre, la sofferenza ci strazia, la felicità non esiste, la morte incombe... tanto vale allora prendere per il culo l'uomo medio, ancora meglio se pelato. La guardia fermò il vecchio in tempo, fu coraggiosa. Il movimento per allontanarlo dai disegni fu tale che il vecchio roteò su stesso inondando di orina il volto della guardia. Completamente ricoperto di piscio, grondante, la guardia serissima mi disse "Mi dispiace, ma devo portare il suo amico in commissariato". Non avevo mai visto un uomo tanto ligio al dovere. Lo condusse nell'auto. Vidi che i due parlarono per qualche istante prima che il vecchio mi indicasse con lo sguardo. La guardia allora si girò di scatto verso me. il sangue nelle vene mi si raggelò. La guardia scese dall'auto, ero spacciato... cosa cazzo gli aveva detto quel vecchio figlio di puttana? tremavo e deliravo quando la guardia si piantò a un metro da me. "Senta... il suo amico non li ha ma mi ha detto che forse potrebbe averli lei dei fazzoletti di carta."

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Re: il Guggenheim di zoloft.

Messaggio Da Apolide metafisico il Mar Nov 25, 2008 1:38 am

Come le ho già detto, lei è uno dei pochi scrittori che amo. In tutti i sensi.
Scommetto che la storia dei fazzoletti allude ai disegni che presto verranno piegati alle eseigenze igieniche della guardia.

Ora, in merito ai disegni: non per vantarmi, ma sono davvero disegni di merda. Fuga dal principio è l'esodo delle forme dall'esordio primigenio (il big bang ridotto ad una caricaturale dimensione fumettistica), una corsa disperata per accrescere le distanze fino a diradare ogni singulto di energia.
Anonimo, invece, è una prepotente affermazione d'indentità. Un volto che ha scansato ogni tratto, incorniciato da una fitta trama di sottili arterie ideali :pensieri disertati, ed una fantasia ridotta a deserto costellato di carcasse concettuali.
Mi fa male la mano destra e non so perchè; basta.


Ultima modifica di Apolide metafisico il Mar Nov 25, 2008 2:05 am, modificato 2 volte

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Re: il Guggenheim di zoloft.

Messaggio Da Frank il Mar Nov 25, 2008 1:45 am

insomma, sta palesemente affermando che in fondo è meglio dedicare la terza ora della versione alla revisione della stessa per garantirsi un votino migliore che prodigarsi in osceni disegni. si, concordo.

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Re: il Guggenheim di zoloft.

Messaggio Da Moltengod il Ven Nov 28, 2008 9:45 pm


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Re: il Guggenheim di zoloft.

Messaggio Da Apolide metafisico il Dom Nov 30, 2008 10:20 pm

Apolide metafisico ha scritto:Come le ho già detto, lei è uno dei pochi scrittori che amo. In tutti i sensi.
Scommetto che la storia dei fazzoletti allude ai disegni che presto verranno piegati alle eseigenze igieniche della guardia.

Ora, in merito ai disegni: non per vantarmi, ma sono davvero disegni di merda. Fuga dal principio è l'esodo delle forme dall'esordio primigenio (il big bang ridotto ad una caricaturale dimensione fumettistica), una corsa disperata per accrescere le distanze fino a diradare ogni singulto di energia.
Anonimo, invece, è una prepotente affermazione d'indentità. Un volto che ha scansato ogni tratto, incorniciato da una fitta trama di sottili arterie ideali :pensieri disertati, ed una fantasia ridotta a deserto costellato di carcasse concettuali.
Mi fa male la mano destra e non so perchè; basta.
vero

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Re: il Guggenheim di zoloft.

Messaggio Da Apolide metafisico il Lun Dic 15, 2008 8:57 pm

https://redcdn.net/ihimizer/img237/8244/bvdgfngkjdg9.jpg

Ora di matematica.

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Re: il Guggenheim di zoloft.

Messaggio Da Alambicco il Lun Dic 15, 2008 9:40 pm

Come di norma l'ora migliore per consentire alla propria creatività di erogare. Peccato ch'io stesso non tragga beneficio da queste ore preziose per cavar fuori parti dall'alto valore concettuale, ma squallidi e beceri figuri dal discutibile valore artistico o casuali citazioni da brani musicali che mi balenano in testa nel momento clou.
In definitiva, mi sarebbe anche piaciuto avere il dono del disegno.

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Re: il Guggenheim di zoloft.

Messaggio Da rejino il Lun Dic 15, 2008 10:14 pm

io scarabocchiavo in qualsiasi ora, a prescindere della materia, rare volte prendevo parte alla lezione vera e propria.
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